Tavola Ouija: Finzione o realtà?

La Tavola Ouija risalente al XIX secolo e il XX secolo fu inventata da due uomini d’affari Elijah J. Bond e Charles Kennard a cui venne per primi l’idea di stampare l’alfabeto su una tavola, il nome di Ouija composta da due parole “Oui” e “Ja” gli fu dato successivamente da William Fuld, ad oggi il marchio lo detiene la Hasbro. Strumento da sempre utilizzata dai medium “per parlare con i morti”.

large1 Tavola Ouija: Finzione o realtà?

Ma cos’è questa Ouija?

Messa in commercio come gioco da tavolo si è fatta conoscere soprattutto nei film horror, primo tra tutti L’esorcista di Friedkin oltre a molti altri. Questa tavola è composta: dall’alfabeto, da numeri da 0 a 9, “si”, “no”, “arrivederci” e figure che variano da tavola a tavola, tutti questi componenti servono per il suo utilizzo.

Qual è il suo utilizzo?

Viene vista principalmente come una finestra sull’aldilà per poter comunicare con i defunti, ma c’è chi l’etichetta perfino come un canale di comunicazione con il demonio e tra le ipotesi più variegate si ritiene possa veicolare con entità del piano astrale.

Come si usa?

Il suo uso è molto intuitivo, mediante una seduta di due o più persone che tengono ognuna un dito su un oggetto denominato planchette (può essere una sorta di grosso plettro, una moneta o anche un oggetto più pesante oppure un bicchiere) le anime richiamate muoverebbero il puntatore e comunicherebbero con gli evocatori indicando le lettere sulla tavoletta e componendo parole e frasi di senso compiuto in risposta alle domande dei presenti.

Finzione o Realtà?

Questo è soggettivo, dopo averla provata e verificato il suo funzionamento ho tratto come conclusione che si tratta solo ed unicamente di autosuggestione, a favorire questa tesi vi posso dire che uno studio americano ha evidenziato che bendando i partecipanti le frasi composte dalla planchette non hanno senso compiuto.

Se volete provarla vi lascio il link per l’acquisto su amazon